Handpan o hang: che differenza c'è (e perché i nomi confondono)

In una riga: l'Hang è lo strumento originale, nato in Svizzera intorno al 2000, ed è un marchio registrato; handpan è il nome generico di tutti gli strumenti simili costruiti da altri. Quindi ogni hang è un handpan, ma non ogni handpan è un hang — un po' come "Scottex" e "carta da cucina". E quel "hang drum" che senti in giro? È il termine meno corretto dei tre, e tra poco capirai perché. Se ti sei mai chiesto quale parola usare quando ne parli o quando ne compri uno, qui trovi la risposta chiara, senza giri di parole.

La storia in due minuti: com'è nato l'Hang

Tutto comincia in Svizzera, intorno all'anno 2000. Due artigiani della piccola azienda PANArt stavano lavorando da anni sull'acciaio accordato — venivano dal mondo dello steel drum caraibico, quei fusti di metallo che si suonano con le bacchette — e ebbero un'idea che avrebbe cambiato tutto: rovesciare il concetto. Invece di un tamburo da percuotere con le bacchette, una superficie morbida e melodica, accordata su poche note in armonia, da suonare con le mani nude.

Lo chiamarono Hang, parola del dialetto bernese che significa "mano". Non "hang drum", non "handpan": semplicemente Hang (e al plurale, in tedesco, Hanghang). Lo strumento ebbe un successo travolgente e immediato. Il problema fu che la domanda esplose ben oltre quello che due artigiani potevano costruire a mano: per anni ci furono liste d'attesa lunghissime e, a un certo punto, l'azienda decise di limitare e poi cambiare radicalmente la produzione, vendendo solo a chi ne faceva richiesta scritta. Insomma, trovare un Hang "vero" è sempre stato difficilissimo.

Perché tutti gli altri si chiamano "handpan"

Ed è qui che nasce la parola che usiamo oggi. Quando, nel giro di pochi anni, costruttori artigiani in tutto il mondo — Europa in testa — cominciarono a realizzare strumenti ispirati a quel principio, si trovarono davanti a un problema di nomi.

Non potevano chiamarli "Hang": "Hang" è un marchio registrato di quella specifica azienda svizzera, esattamente come nessuno può chiamare "Coca-Cola" la propria bibita gassata. Serviva un nome nuovo, generico, che indicasse la categoria di strumento senza pestare i piedi a nessuno.

Si affermò così "handpan": letteralmente "padella per le mani" (hand = mano, pan = padella o tegame, in omaggio al pan caraibico da cui tutto discende). Era perfetto: descriveva la forma e il modo di suonarlo, senza essere il nome di nessuna azienda in particolare. Da lì in poi, "handpan" è diventato il termine ombrello che usiamo tutti per indicare l'intera famiglia di questi strumenti.

I tre nomi, finalmente chiari

Facciamo ordine una volta per tutte, perché la confusione nasce proprio dal mescolare questi tre termini come se fossero sinonimi. Non lo sono.

  • Handpan → è la categoria, il nome generico e corretto. Vale per qualsiasi strumento di questo tipo, di qualsiasi costruttore. Quando parli in generale, questa è la parola giusta. Se vuoi un quadro completo, lo trovi nella guida cos'è l'handpan.

  • Hang → è lo strumento originale, quello e solo quello di PANArt. È un marchio, non un tipo di strumento. Usare "hang" per indicare un handpan qualsiasi è, tecnicamente, sbagliato — anche se nel parlato capita spessissimo.

  • Pantam → è un altro nome generico per handpan, usato soprattutto in alcuni ambienti (in particolare in area ebraica/israeliana, dove c'è una scena molto attiva). Significa la stessa cosa di "handpan": la categoria. Se lo incontri, sappi che non è uno strumento diverso, è solo un sinonimo.

E "hang drum"? Perché i puristi lo evitano

Veniamo al termine più diffuso e più scivoloso: "hang drum". Lo senti ovunque, è la parola con cui la maggior parte delle persone cerca questo strumento online. Ed è anche quella che chi conosce davvero lo strumento evita con cura. Per due motivi.

Primo: mette insieme un marchio ("Hang") con una parola generica ("drum"), creando un ibrido che non significa niente di preciso. È come dire "fazzoletto Kleenex generico": o è un Kleenex, o è un fazzoletto, non entrambe le cose.

Secondo, e più importante: la parola "drum" significa "tamburo", cioè uno strumento che si percuote. Ma il bello dell'handpan è proprio che non si batte: si accarezza. Si suona sfiorando la superficie con i polpastrelli, non colpendola. Chiamarlo "tamburo" tradisce l'anima stessa dello strumento. Gli stessi inventori non lo hanno mai chiamato così, anzi: hanno sempre sottolineato che non è un tamburo. Ecco perché chi suona preferisce dire semplicemente handpan.

Non è una questione di snobismo: è che usare la parola giusta ti fa anche capire meglio lo strumento. Se cerchi "hang drum" per comprarne uno, va benissimo — è quello che cercano tutti — ma sappi che lo strumento si chiama handpan.

💡 Vuoi sentire la differenza con le tue mani? Nell'handpan store del Centro Halwa (Roma) puoi provare diversi handpan dal vivo, suonarli e capire cosa cerchi davvero prima di scegliere.

Cosa hanno in comune Hang e handpan

Al di là dei nomi, di cosa stiamo parlando esattamente? Hang originale e handpan moderni condividono lo stesso DNA. Sono entrambi:

  • Due gusci d'acciaio uniti a formare una mezza sfera cava, come un grande UFO appoggiato in grembo.

  • Accordati su poche note scelte per stare bene insieme — non tutta la scala musicale, solo una manciata in armonia. È il motivo per cui anche un principiante assoluto ci fa subito qualcosa di gradevole.

  • Costruiti intorno alla stessa anatomia di base: il ding (la cupola centrale, la nota più grave e fondamentale, la "tonica") e una corona di note incavate intorno, i tone field (i "campi sonori", le aree accordate che suoni con le dita). Sotto, un foro centrale chiamato gu dà la risonanza profonda.

  • Suonati allo stesso modo: a mani nude, accarezzando, mai con bacchette.

  • Caratterizzati dallo stesso suono ricco di armonici e dal lungo sustain (la coda del suono che si spegne lentamente) che li rende così avvolgenti e meditativi.

Se ti incuriosisce come sono fatti nel dettaglio — i materiali, le parti, come nasce il suono — abbiamo una guida dedicata su come è fatto un handpan.

Cosa è cambiato nelle generazioni successive

L'Hang originale non è rimasto fermo, e nemmeno gli handpan che sono venuti dopo. Vent'anni di evoluzione hanno portato parecchie novità, ed è giusto che tu le conosca.

I costruttori che sono arrivati dopo hanno sperimentato moltissimo. Sono comparsi strumenti con più note (l'Hang dei primi anni ne aveva poche; molti handpan di oggi ne hanno 9, 10 o più, comprese le bottom notes accordate sul guscio inferiore). Si è ampliata enormemente la varietà di scale disponibili: dall'Hang con il suo carattere preciso si è passati a decine di accordature diverse, ognuna con la sua atmosfera. Sono cambiati anche i materiali: oggi si usano acciaio nitrurato o acciaio inox, con rese sonore e resistenze alla ruggine diverse.

In generale, il livello artigianale medio si è alzato moltissimo. I migliori costruttori odierni realizzano strumenti dalla qualità altissima, paragonabile all'originale. Resta vero, però, che il mercato è molto disomogeneo: accanto a maker eccellenti c'è anche tanta produzione di bassa qualità, soprattutto tra gli strumenti super-economici venduti online. Per questo, quando si compra, la regola d'oro resta sempre la stessa: provarlo prima, e affidarsi a chi te lo fa suonare e ti consiglia la scala.

In pratica: cosa compri oggi?

Mettiamola così, per chiudere il cerchio. Se oggi vuoi questo strumento, quello che compri è un handpan. Punto.

L'Hang originale di PANArt, di fatto, non è più in produzione nella sua forma classica, ed è introvabile se non sul mercato dell'usato da collezione (a prezzi da collezione). Quindi, quando entri in un negozio, leggi un annuncio o cerchi online, il termine corretto e concreto è handpan. Se vedi scritto "hang drum" non spaventarti: vuol dire la stessa cosa, è solo il nome popolare e impreciso. E se trovi "pantam", idem: è un sinonimo di handpan.

La cosa che conta davvero, quando compri, non è il nome sulla scatola: è la scala (l'insieme delle note dello strumento, che ne definisce l'atmosfera) e la qualità dell'accordatura. Per il primo strumento, la scelta più consigliata è in genere il Re minore (D Kurd), equilibrato e versatile. Trovi tutti i criteri concreti nella guida come scegliere il primo handpan.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra handpan e hang? "Hang" è il marchio registrato dello strumento originale, creato in Svizzera dall'azienda PANArt intorno al 2000. "Handpan" è il nome generico di tutti gli strumenti simili nati dopo, costruiti da maker di tutto il mondo. Ogni hang è un handpan, ma non viceversa. Oggi, nella pratica, si parla sempre di handpan.

"Hang drum" è il nome giusto? No, è il meno corretto dei tre. Mescola un marchio ("Hang") con la parola "drum", cioè "tamburo" — ma l'handpan non si percuote come un tamburo: si suona accarezzandolo con le mani. Per questo chi conosce lo strumento lo chiama semplicemente handpan. "Hang drum" resta però il termine più cercato online dai principianti.

Posso ancora comprare un Hang originale? Praticamente no, almeno non nuovo: lo strumento originale di PANArt non è più in produzione nella forma classica e si trova solo sul mercato dell'usato da collezione, a prezzi elevati. Oggi quello che si compra è un handpan di un costruttore artigiano. La cosa importante non è il nome, ma la qualità e la scala dello strumento.

Cos'è il "pantam"? È semplicemente un altro nome generico per handpan, usato soprattutto in alcuni ambienti. Indica esattamente lo stesso tipo di strumento: non è una variante diversa, è un sinonimo di handpan.

Adesso hai le idee chiare sui nomi — e la buona notizia è che, qualunque parola tu usi, lo strumento è uno solo. Sulla nostra pagina handpan trovi tutto il suo mondo al Centro Halwa di Roma, tra corsi e percorsi per ogni livello. E se vuoi smettere di leggere e iniziare a sentire la differenza con le tue mani, nel nostro handpan store puoi provarne diversi dal vivo e farti consigliare la scala più adatta a te. Alla fine, il modo migliore per capire un handpan è sempre tenerne uno in grembo.

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